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Antologica di Marta Czok al Castello di Calatabiano

Gio, Lug 10, 2014

Arte

Un’arte che fa crescere l’anima. Il vernissage si terrà il 19 luglio 2014

Sabato 19 luglio 2014, a cura del MacS (Museo Arte Contemporanea Sicilia) di Catania, alle ore 20.00, nella suggestiva cornice del Castello di Calatabiano, si terrà il vernissage della mostra antologica di Marta Czok, curata da Laura Cavallaro.

Con l’artista, Marta Czok, saranno presenti: il Direttore del MacS (Giuseppina Napoli) e il curatore dell’Antologica (Laura Cavallaro).

«Non ho mai riflettuto sulla mia personalità artistica – dichiara Marta Czok  –. Non sono neppure sicura di averne o di volerne una. Non sono come quei pittori che si travestono per sembrare “artisti”; tutto quello che sono è nei miei dipinti quindi non sento il bisogno di apparire o parlare come un’“artista”. Immagino che sotto sotto sono una rivoluzionaria e la mia battaglia è contro il ridicolo abuso di potere, che sia per mano dello Stato o della Chiesa, ed è tutto nei miei dipinti, anche se a volte lo inserisco in un modo delicato, cauto. È vero, nessuno oggi viene bruciato sul rogo, ma cosa potrebbe accadere domani? Vorrei che le persone che guardano i miei dipinti si divertissero, si sentissero più potenti e mai sole. Ci sono molte persone là fuori che la pensano come me ma non hanno né il tempo né l’occasione per dire la loro. Spero di essere il loro portavoce, anche se solo sulla tela. La responsabilità dell’artista è dare al suo pubblico qualcosa che valga la pena possedere. Ha la responsabilità di ricordare che la gente è intelligente e perspicace e che l’arte non diventa arte solo perché lo dice l’artista. Non basta appendere qualcosa in una galleria e illuminarla per bene per trasformarla in arte. Sarebbe come prendere in giro quelli che vengono a vedere questi lavori. La vera arte fa crescere l’anima del pubblico. Una scopa illuminata, per quanto costosa e per quanto lodata da critici e curatori di musei non riuscirà mai a farlo». «Quello di Marta Czok è un mondo di personaggi e cose visitato dapprima dentro di sé, alla stregua di un sogno, di un’epifania generata dall’eclettica fantasia di un’artista bambina e rivisitato, poi, dalla sensibilità e dal vissuto di una donna che la vita ha forgiato artista adulta e matura – scrive Laura Cavallaro, curatrice della mostra, in L’estetica dell’esistenza nei dipinti di Marta Czok –. Di origini polacche, venuta al mondo nel 1947, Marta Czok riesce a coniugare il suo sentire identitario con la forza espressiva della figurazione, stimolando così la comunicazione e la partecipazione sensoriale dello spettatore che diviene esso stesso metafora satirica del sistema sociale in cui vive e domina o, al contrario, dal quale è dominato». «Genitori polacchi, nata in Libano. Giovanissima si trasferisce a Londra e si muove nel mondo fino in Italia. Marta è una viaggiatrice, nei luoghi e nei tempi. La sua pittura è un’indagine culturale, quasi antropologica, dell’umanità. Con acuta ironia e delicata poesia, Marta Czok raffigura nelle sue opere lo scorrere della vita. Sulla tela prende forma la messinscena dell’umanità e l’artista, da regista consapevole ed illuminata, lascia intuire cosa si nasconde dietro le luci del palcoscenico. Un talento raro, un’artista commovente, una donna speciale – conclude Giuseppina Napoli (Direttore MacS)».

Mary Virgilio

Mary Virgilio

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