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La “festa” del Festival romano di Marco Muller

Ven, Ott 31, 2014

Spettacolo

Da il la il film italiano “Soap opera” di Genovesi con ben sette stelle nazionali

«Una festa» ha definito il direttore artistico Marco Muller il “suo” Festival romano e ha continuato su questa linea festosa anche nella edizione 2014. La scelta ad aprire la festa con il film italiano,Soap opera di Genovesi, con ben sette stelle nazionali, lo conferma.

In concorso per il “Marco Aurelio” abbiamo visto altri tre film italiani, diversi tra di loro ma ugualmente validi, Biagio di Pasquale Scimeca, La foresta di ghiaccio di Claudio Noce e I Milionari di Alessandro Piva.

La selezione che ha portato sul grande schermo i film in concorso come Still Alice di Richard Glatzer e Wash WestmorelandTrashdi Stephen Daldry (favorito fin dall‘inizio), Black and White di  

Mike Binder, o Love, Rosie” di Christian Ditter non lascia indifferenti.  Sul grande schermo abbiamo ammirato una straordinaria Julianne Moore e Alec Baldwin nei panni di una famiglia ordinaria sul quale ad improvviso si abate una dei più temuti malattie incurabili, l’Alzheimer. 

Trash racconta la storia di due ragazzini di una favella a Rio, i quali passano le giornate rovistando tra i detriti di una discarica. Il film, meravigliosamente bello,  insegna l’onesta forza di seguire la strada del “giusto” non badando al costo.

Love, Rosie (Scrivimi ancora) ha portato a Roma l’amata attrice britannica Lily Collins per la gioia dei suoi numerosi fan. Tratto dall’omonimo bestseller di Cecilia Ahern racconta la storia di due amici tra momenti perduti e scelte sbagliate, nella quale traspare un altro sentimento che va oltre la semplice amicizia. 

Richard Gere ha sfilato sul red carpet per presentare una particolare storia delle strade di Manhattan, Time out of mind, di Oren Moverman. «Girando per le strade di New York vestito da senza tetto, nessuno mi ha riconosciuto. Solo due uomini di colore mi hanno salutato e hanno proseguito per la loro strada. Abbiamo girato con la telecamera nascosta; in soli 20 giorni, avevamo low budget». Nonostante la bravura dell’attore che ha mostrato nei suoi film, non definirei questa sua ultima interpretazione la più credibile della sua carriera. 

Un delicato equilibrio tra commedia e tragedia invece troviamo inBlack and White, che vede come protagonista un grande Kevin Costner in lotta con la disperazione e la tristezza verso la comprensione e il perdono, in nome della sua nipotina birazziale. La storia vera, in base alla interpretazione cinematografica, segna un problema ancora vivo negli USA, quello del razzismo. L’attore quasi 60enne è stato l’ultima star hollywoodiana sul red carpetdella Nona edizione della festa del cinema romana. 

 

La novità dell’edizione 2014 è che il pubblico ha premiato i film di tutte le linee di programma della Selezione Ufficiale: Cinema D’Oggi, Gala, Mondo Genere, Prospettive Italia. I riconoscimenti più importanti sono stati assegnati in base alle preferenze espresse dagli spettatori all’uscita dalle sale. 

Per la prima volta, in un Festival, è stato possibile votare attraverso l’App (per iOS e Android) e il sito ufficiale del Festival www.romacinemafest.org

Così, gli spettatori hanno assegnato il:

– Premio del Pubblico BNL | GalaTrash di Stephen Daldry

– Premio del Pubblico | Cinema d’OggiShier gongmin / 12 Citizens di Xu Ang

– Premio del Pubblico | Mondo GenereHaider di Vishal Bhardwaj

– Premio del Pubblico BNL | Cinema Italia (Fiction)Fino a qui tutto bene di Roan Johnson

– Premio del Pubblico | Cinema Italia (Documentario)Looking for Kadija di Francesco G. Raganato

 

 

Premio TAODUE Camera d’Oro alla migliore opera prima

Tutte le opere prime di lungometraggio presenti nelle diverse sezioni (Selezione Ufficiale e Sezioni Autonome e Parallele) hanno concorso all’assegnazione di questo riconoscimento.

La giuria presieduta da Jonathan Nossiter (regista) e composta da Francesca Calvelli (montatrice), Cristiana Capotondi (attrice), Valerio Mastandrea (regista, attore, produttore) e Sydney Sibilia (regista) ha assegnato il Premio TAODUE Camera d’Oro alla migliore opera prima a:

– Andrea Di Stefano regista di Escobar: Paradise Lost (Gala) –Laura Hastings-Smith produttore di X+Y di Morgan Matthews (Alice nella città)

– Menzione speciale: Last Summer di Lorenzo Guerra Seràgnoli (Prospettive Italia)

 

Premio DOC/IT al Migliore Documentario italiano 

La giuria, presieduta da Federico Schiavi (produttore) e composta da Valeria Adilardi (produttrice), Mario Balsamo (regista), Ilaria De Laurentiis (montatrice) e Paolo Petrucci (regista e montatore), ha assegnato il premio DOC/IT al Migliore Documentario italiano a: 

– Largo Baracche di Gaetano Di Vaio (Prospettive Italia)

– Menzione speciale: Roma Termini di Bartolomeo Pampaloni (Prospettive Italia).

Silvia Ivanova

Silvia Ivanova

Nata a Vidin, Bulgaria, dopo la laurea all’Università di Blagoevgrad, lavora per la Radio Nazionale Bulgara e vari prestigiosi mensili dello stesso Paese come corrispondente dei più grandi Festival del cinema: Cannes, Venezia, Tribeca, Dubai, Cairo, Goa (India), New York, Taormina, Roma. Dal 1986 vive e lavora in Sicilia. L’Icona (Primavera d’Autunno) è il suo debutto come sceneggiatrice, regista e produttrice. Attualmente lavora su tre nuovi progetti, due documentari e un lungometraggio.

Silvia Ivanova was born at Vidin, Bulgaria. After getting the degree at the University of Blagoevgrad (Bulgaria), she has worked for several Bulgarian Medias including the Bulgarian National Radio and Television, Theater and monthly magazines of art and culture. In the last 17 years she has lived and worked in Sicily, Italy, where she has been a member of the Journalist Register of Sicily since 1998. As Journalist she has covered the most prestigious international film festivals, such as Cannes, Venezia, Tribeca, Rome, Dubai, Goa (India), Cairo, Taormina, New York.

The Icon is her debut as a scriptwriter, director and producer. Right now she is working on three new projects, two documentaries and a comedy with elements of fantasy.

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