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Paternò ha festeggiato la Santa Patrona Barbara

Sab, Dic 6, 2014

Cultura&Società

foto di Roberto Fichera

Folclore e religiosità rinnovano ogni anno una tradizione che risale all’8 settembre 1576

Santa Barbara era fora/ Si scantava di lampi e trona/ L’Angileddu ci dicia:“Ripitemu l’Avi Maria.

Questa antica orazione a Santa Barbara apre il programma dei festeggiamenti 2014 della Santa Patrona di Paternò. La visione maestosa dell’Etna, le date dei miracoli che hanno, nei secoli, sancito la fortissima fede dei paternesi per la Vergine di Nicomedia, le splendide foto di Giuseppe Barbagiovanni, rendono testimonianza fedele dell’inscindibile connubio tra Santa Barbara e la città di Paternò.

Ripercorriamo attraverso le date-simbolo volute ricordare nel programma in onore di Santa Barbara la storia del culto della Vergine di Nicomedia a Paternò.

8 settembre 1576: la devozione per la Santa Patrona si fa risalire ad un evento miracoloso legato ai fatti della peste del 1576. Apparsa in sogno ad una donna, la Patrona le chiese di far scavare sotto la Chiesa dell’Itria, prima dimora della Santa,  dove vi erano conservate delle corde da dare alle fiamme. Il desiderio di Santa Barbara venne eseguito e l’8 settembre del 1576, festa della Vergine Bambina, l’immagine della Santa fu portata in processione insieme alla Gloriosissima Vergine e la peste, all’improvviso, cessò. Salvata dalla peste, la popolazione chiese ai Moncada di proclamare la Santa compatrona della cittadina insieme a San Vincenzo, e i cittadini da quel momento acclamarono Santa Barbara Patrona principale di Paternò. A seguito di questi eventi si costruì una nuova dimora che fosse degna della celeste patrona: l’attuale, monumentale Chiesa di Santa Barbara.

Il 27 maggio 1780 dalla chiesa di Santa Barbara si snodò una processione penitenziale con il busto reliquiario della Patrona verso il fronte lavico che minacciava di distruggere la città di Paternò. Secondo la tradizione la lava si sarebbe fermata quando la processione giunse presso il feudo di Ragalna ponendo le reliquie davanti al fuoco che avanzava. La festa è conosciuta dai paternesi con l’appellativo di Santa Barbara delle Rose in quanto il busto della Santa venne adornato dai fedeli con una corona di rose.  La commemorazione dell’evento ha luogo il 27 maggio, e rappresenta il patrocinio della Santa a Paternò, che si svolge dal 1983. Il miracolo fu immortalato in una tela che si trova nella chiesa di Santa Barbara.

Il 28 dicembre 1908 ricorda il terribile terremoto che distrusse Messina. Il terremoto fu avvertito in tutta l’isola e Paternò attribuì a Santa Barbara lo scampato pericolo. Per ringraziare la Santa Patrona i paternesi fecero costruire in Suo onore due altarini: uno in piazza Indipendenza e uno in via Roma, sotto la chiesa di Santa Margherita. Nelle lapidi marmoree poste alla loro base si può leggere: “I fedeli immuni dal terremoto. 28 dicembre 1908”. Inoltre, ogni ventotto del mese, dei musicisti dilettanti al suono della bannuzza, onoravano con canti e lodi Santa Barbara girando tra i vari altarini costruiti in seguito in diversi quartieri della città. 

Il 30 aprile 1983 nuovamente l’Etna minaccia Ragalna e da Paternò il busto reliquiario della Santa fu portato sul fronte lavico e la lava, piano, piano si arrestò. A perenne memoria del miracolo sul posto fu edificata un’edicola votiva.

E’ il 25 dicembre del 2008 quando, mentre ancora i fedeli stavano scambiandosi gli auguri, un enorme boato accompagnato da una nuvola di polvere suscitò il panico in tutti: un grosso masso si era staccato dal cornicione di una finestra della Chiesa di Santa Barbara, lasciando frammenti di gesso e grossi massi, tra sedie rotte e banchi sfondati. Per tutta una serie di fortuite circostanze, nessun ferito grave: solo due donne riportarono lievi ferite. Si grida al miracolo, il miracolo della notte di Natale, l’ennesima testimonianza d’amore di Santa Barbara verso la Sua gente!

E ad eterna gratitudine dell’amore della Santa Patrona verso il popolo paternese, la Città ogni anno organizza dei solenni festeggiamenti in Suo onore della durata di oltre un mese iniziando il 3 novembre fino al 5 dicembre, per concludersi con  l’ottava.

E’ il caso di ricordare che lunedì 8 dicembre, solennità dell’Immacolata, si è celebrato il 60° anniversario dell’istituzione della Parrocchia.

Anche quest’anno un ricco programma ha reso onore alla Santa, mantenendo inalterati tutti gli appuntamenti con la tradizione che fanno di questa festa un inscindibile binomio di fede e folclore.

Il Triduo solenne è stato caratterizzato dalla prima  messa del 30 novembre, e dalla quella serale del 1 dicembre. Il 2 dicembre, “Giornata del Cereo” ha visto uscire dalle 8.00 del mattino dalla Chiesa di San Gaetano le splendide 9 “varette” che annunciano alla Città le solenni processioni di giorno 3, processione delle Sacre Reliquie della Santa Patrona,  il giro devozionale del Sacro Fercolo di giorno 4, festa solenne di Santa Barbara e di giorno 5, “Giornata della devozione cittadina”.

Con il passare degli anni, ai riti religiosi si sono affiancate una serie di tradizioni, folcloristico-popolari e culturali che, ancora oggi, costituiscono il fulcro della festa.

La prima che vogliamo ricordare è L’Entrata dei Cantanti. Ripristinata nel 1998, grazie anche al contributo dell’indimenticabile insegnante Sara Vittorio che introdusse nel tradizionale evento la partecipazione delle scuole, l’Entrata dei Cantanti è legata alla sera del 3 di dicembre, per ricordare le corporazioni deiMulinara e dei Muraturi che si sfidavano, in piazza Indipendenza, con canti e cori inneggianti alla Santa, raccontando il martirio e la morte della Vergine.

Un secondo, tradizionale appuntamento si rintraccia la sera del 4 dicembre quando il Fercolo della Santa raggiunge il quartiere “Villetta”, dove è accolto da spettacolari giochi pirotecnici offerti proprio dagli abitanti del quartiere. L’aspetto più caratteristico dell’entrata alla “Villetta” è quello con l’inchino e la ballatadei portatori di cerei che precedono la vara della Santa.

All’appuntamento con la tradizione non potevano mancare gli scenografici giochi pirotecnici, ogni anno sempre più spettacolari, che hanno concluso le due giornate clou: la sera del 4 il magnifico spettacolo pirotecnico si è svolto in Piazza Santa Barbara, mentre il 5 la Collina  Storica si è illuminata di grandiosi bagliori, sicuramente uno scenario bellissimo e suggestivo con uno sfondo d’autore come il Castello Normanno da cui sono partiti i fuochi.

Vogliamo concludere il nostro contributo alla Festa di Santa Barbara, citando quanto espresso nella presentazione del Programma 2014 per i solenni festeggiamenti in onore della Patrona che il Comune di Paternò e la Parrocchia di Santa Barbara V.M.  hanno presentato ai fedeli:

…Un’ultima parola ti diciamo per questa città di Paternò che custodisce i nostri focolari sotto il tuo sguardo dolcissimo, difendila tu, rendila buona e concorde, rendila degna della Tua protezione.

Amen.

Agata Rizzo

Agata Rizzo

Insegnante di scuola dell’infanzia nel IV Circolo Didattico “Michelangelo Virgillito” di Paternò, II Collaboratore del Dirigente Scolastico e Responsabile della Scuola dell’infanzia.
Referente del progetto Pari Opportunità “Bambine e bambini, uguali…ma diversi”, da 10 anni coordina il giornalino scolastico “La Gazzetta RosAzzurra” sul tema delle pari opportunità e della genitorialità, diretto alle famiglie degli alunni. Negli anni ha collaborato con riviste del panorama pedagogico nazionale quali “Scuola Materna”-Ed. LA SCUOLA- e “Infanzia”-Alberto Perdisa Editore.
Nel 2006 è risultata II finalista con il progetto sulle Pari Opportunità “Bambine e bambini, uguali…ma diversi” al I Premio “Piccolo Plauto”, edito dalla Rivista Infanzia e dall’Università di Scienze dell’Educazione di Bologna.

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