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“I colori della Sicilia” approdano a Belpasso

ven, Nov 2, 2018

Arte, Eventi

Il Palazzo di Città accoglie le tele di Irene Varveri, Pippo Consolo e Pippo Ragonesi

Si è conclusa, a Belpasso, la domenica sera del 20 ottobre 2018, la terza tappa della mostra di pittura itinerante I colori della Sicilia organizzata dall’Associazione “Kdiem” di Acireale (Ct), di cui è presidente Nello Castorina. La mostra era partita da Marzamemi (Siracusa) il 2 settembre 2018, sostandovi fino al 23, e successivamente aveva fatto la seconda tappa a Leonforte (Enna) dal 30 settembre al 7 ottobre. Espositori sono stati gli artisti Irene Varveri Nicoletti, Pippo Consolo e Pippo Ragonesi, tre artisti uniti anche da un forte vincolo di amicizia.

Quest’ultima tappa, ospitata nei locali del Palazzo di Città dal 20 al 28 ottobre, ha avuto come madrina del Vernissage la prof.ssa Carmen Messina che si è complimentata con i tre artisti etnei per la tecnica coloristica ed espressiva delle loro opere.

La Mostra ha richiamato all’inaugurazione del 20 ottobre un folto e caloroso pubblico cittadino e dei paesi vicini. Erano presenti il sindaco Daniele Motta, che ha fatto gli onori di casa, l’on. Alfio Papale, l’on. Giuseppe Zitelli e l’assessore comunale Salvo Pappalardo. I quattro politici si sono congratulati con i Tre per il linguaggio artistico dei loro dipinti.

Intervenendo il prof. Pino Pesce, coordinatore artistico della serata, si è soffermato sugli stili dei 3 pittori che, nella diversità, hanno subito il fascino dell’Etna; Ragonesi e Consolo perché cresciuti alle falde del Vulcano, dove ancora vivono ed operano (il primo a Belpasso, il secondo a Ragalna), Varveri (leonfortese) perché, da bambina e da giovane, veniva a trovare spesso lo zio Pippo Consolo a Ragalna che seguiva artisticamente.

Nei tre artisti – per Pesce – c’è, come del resto in ogni vero artista, un profondo filo misterico che li lega al primum movens del Creato. E in questo legame fra realtà e oscuro principio delle “cose” sta la differenziazione artistica dei tre pittori.

Le tele della leonfortese, esposte a Belpasso, di vocazione real-figurativa, s’ispirano alla natura; come sottolinea Pesce «colline, cielo, campi, case rurali, fiori, narrano la gioia del vivere, anche quando le tinte ocra sembrerebbero racchiudere il rantolo della Sicilia assolata e brulla; lo direbbero l’azzurro del cielo e soprattutto le pennellate oro che sono splendore, energia, solarità, bellezza e armonia del Creato.»

In merito a Consolo, il prof. Pesce è d’accordo con quei critici che indicano nella sua pittura una tecnica polisemica; «si intravedrebbero infatti nell’artista di Ragalna una molteplicità di significati.» Sulle opere esposte, il professore parla di «effetto caleidoscopio; di una fantasmagoria di colori che condurrebbe a fondali marini in metamorfosi terrestri che sarebbero fiori e verde, ma anche figure umane; in ogni caso forme che il turbinio di colori intrica, confonde e fonde, mettendole sulla tela a caso in un tempo che, dal caos delle origini del cosmo, si proietterebbe verso il futuro.»

L’oscillamento fra il caos delle origini dell’Universo e il futuro è una costante dell’arte di Pippo Ragonesi che, in maniera magistrale, ha in particolare espresso nelle sue tele ad olio e ceneri vulcaniche. Nella mostra del suo Paese natale, il Maestro – chiarise Pino Pesce – «ha però preferito raccontare il Mito attraverso creature boschive e qualche soggetto attuale: ninfe e satiri; specialmente questi ultimi, rappresentazione di sé stesso, allegro e disincantato, conducono a dimensioni di tempo e di spazio reali e surreali. Satiri gaudenti e festosi che dalle tele, ultimamente, il Belpassese ha trasferito sulla pietra lavica, seguendo la tecnica del Maestro Barbaro Messina, primo vero artista della ceramica su pietra lavica.»

Insomma una Bella serata artistico-culturale cui, alla pittura, si sono aggiunte la poesia e la musica. Infatti la serata è stata coronata dalla recita di poesie di Francesca Privitera (lei stessa lettrice delle proprie), di Carmela Messina e Pino Pesce (lette da Mariarosa Marcantonio). Il tutto nella cornice musicale delle armoniche note brasiliane della chitarra classica del M° Armando Percolla.

La mostra il 10 novembre avrà la sua ultima vetrina ad Acireale, dove chiuderà i battenti la domenica dello corrente mese.

Mary Virgilio

FOTO: Orazio D’Alì

 

 

 

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Mary Virgilio

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