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“Omaggio alla nostra cara Etna”: mostra di pittura a Nicolosi

Lun, Ago 5, 2019

Arte, Eventi

ESPONGONO PIPPO RAGONESI E ROSANNA SIGNORELLO

In un antico e suggestivo palmento, ai piedi dell’Etna, una giovane pittrice esordiente e un noto Maestro hanno ricevuto consensi  e tanto calore da parte del pubblico e degli amministratori comunali.

Leit motiv della serata artistica, il connubio tra i due artisti e l’Etna in tutte le sue sfumature: serafica, sorridente, oscura, minacciosa, incandescente, ma sempre cara a tutta la popolazione

Inaugurazione della Mostra (foto di Orazio D’Alì) 
Da sx: Rosanna Signorello, Pippo Ragonesi, Pino Pesce, Letizia Bonanno

A Nicolosi, ha chiuso di recente i battenti la mostra d’arte degli artisti Pippo Ragonesi e Rosanna Signorello, titolata “Omaggio alla nostra cara Etna”. Era stata inaugurata il 12 Luglio, nel Palmento Montesanto all’interno della Villa Comunale Anselmi. All’inaugurazione erano presenti il sindaco Angelo Pulvirenti, che ha tagliato il nastro augurale, l’assessore alla Cultura Letizia Bonanno, madrina dell’evento.

Intervento del sindaco Angelo Pulvirenti

Nella suggestiva cornice dell’antico palmento, ai piedi dell’Etna, la giovane pittrice esordiente Signorello e il maestro Pippo Ragonesi, noto al pubblico delle falde del Vulcano e non solo, hanno ricevuto consensi  e tanto calore da parte dei presenti e degli amministratori comunali. Il maestro di Belpasso è stato ben lieto di esporre con una esordiente perché, come ha chiarito, è doveroso aprire la strada alle nuove promesse.
La prof.ssa Bonannno, nel suo intervento, ha infatti sottolineato che l’arte non è mai una strada già segnata, ma un percorso aperto, in continua evoluzione, il quale si trasmette di generazione in generazione, con segni di innovazione, che si fondono con la tradizione.

Il moderatore della serata artistica, prof. Pino Pesce, ha esaltato  il connubio tra la pittura di una giovane accademica  appassionata e promettente, come indicano i primi semi del lavoro della Signorello, e la perizia artistica di un Maestro conclamato, qual è Pippo Ragonesi, all’acme della sua carriera.
Colpisce il particolare Realismo della Signorello, che la stessa ha definito astratto, fatto di intensi colori intrecciati tra loro a formare figure ora definite, ora lasciate alla libera interpretazione del fruitore; un realismo caldo, in cui predominano i toni tipici della nostra Sicilia: gialli, rossi e verdi brillanti; una pittura a tratti sensuale, come nella donna che sorge dal magma incandescente in tutta la sua potenza, quasi una creatura bionica, avveneristica; ancora, sempre in uno scenario solare, si stagliano le figure di due amanti appagati, che sembrano immersi in una danza mistica e sensuale, mentre una figura possente, simile ad un angelo dalle ali infuocate si getta nelle fauci del vulcano, a ricordare il celebre filosofo Empedocle di Agrigento, la cui leggenda narra che si fosse suicidato, gettandosi in una delle bocche dell’Etna.

La luce del sole è sempre presente nelle tele della Signorello, un motivo topico, forse a significare come obiettivo e scopo dell’uomo sia sempre e comunque la ricerca della luce e della verità nei meandri oscuri dell’esistenza.
Emerge, a contro altare, la versatilità di Ragonesi, artista ad ampio raggio, che spazia, con grande padronanza, dalla pittura classica di paesaggi a quella spirituale e metafisica, a quella ritrattistica, come nel ritratto di due donne quasi gemelle, di profilo, dalla bellezza misteriosa e un po’ ambigua, fino a cimentarsi con la ceramica, tesoro dei nostri luoghi. 
Ma la vera protagonista dell’evento, leit motiv che ha suggellato il connubio tra questi due artisti è stata l’Etna, in tutte le sue sfumature: serafica e sorridente, oscura, minacciosa, incandescente, ma sempre cara a tutta la popolazione, che ogni giorno si nutre estasiata del suo spettacolo e non potrebbe vivere senza il suo amato, esuberante vulcano.

L’Etna incarna così l’ambiguità della natura, che sa essere una madre benigna, amorosa e provvidente, ma anche una matrigna selvaggia, crudele e persecutoria, indifferente alla sorte dei comuni mortali, come icasticamente cantata dal grande Leopardi.
A rendere omaggio all’Etna, sono intervenuti il critico d’arte, Silvia Signorello e la performer Ioanna Lekne.

Silvia Signorello ha rievocato, con acume e sapienza critica, alcuni grandi autori della letteratura, che hanno celebrato la magnificenza e la potenza del Mongibello; quali i classici greci e romani: Pindaro, autore di una celebre Ode all’Etna, l’Omero dell’Iliade e dell’Odissea, Virgilio nell’Eneide, Ovidio nelle Metamorfosi, poi Verga in Nedda e Storia di una capinera, Goethe con la memorabile ascensione all’Etna, fino a Pasolini, con ben quattro film ambientati sulle falde del vulcano.
Sempre in omaggio all’Etna, l’ospite d’onore: Ioanna Lekne, poetessa nonché attrice di teatro, si è esibita nella recita di una poesia da lei scritta, ricca di pathos ed intensità melodrammatica.
In tal modo, l’evento ha assunto il significato più ampio di una serata culturale, volta a celebrare la Sicilia come terra d’elezione, crocevia di popoli e civiltà nel mondo mediterraneo antico, che ancora oggi si pone come luogo di incontri e scambi fecondi di culture.

Da sx: Rosanna Signorello, Silvia Signorello, Pippo Ragonesi

Carmen Messina

Redazione l’Alba

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