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“Incontri d’arte” della Società Catanese Amici della Musica

Mer, Lug 14, 2021

Spettacolo

QUARTO APPUNTAMENTO

Un nutrito e ricco calendario di formazioni sinfoniche, da camera e solistiche.

Nell’accogliente Parco Paternò del Toscano, a Sant’Agata Li Battiati, si è esibito l’affiatato duo composto dal soprano Stefania Pistone e dal chitarrista Salvatore Daniele Pidone.

di Santy Caruso

La stagione “Incontri d’arte” della Società Catanese Amici della Musica, avviatasi il 30 maggio sotto la presidenza e direzione artistica di Anna Rita Fontana, è giunta al quarto appuntamento di un nutrito calendario, che prevede formazioni sinfoniche, da camera e solistiche. Ad esibirsi, questa volta, nell’accogliente Parco Paternò del Toscano, a Sant’Agata Li Battiati, l’affiatato duo composto dal soprano Stefania Pistone e dal chitarrista Salvatore Daniele Pidone, entrambi docenti al Liceo Musicale Statale “Turrisi Colonna” e qualificati interpreti nel panorama internazionale. La performance, seguita con vivo interesse da un numeroso pubblico, si è avvalsa delle consistenti chances vocali della Pistone affiancata da un energico chitarrista, che ha sfoderato un solido tecnicismo su una chitarra dai colori cangianti, sin dalla prima parte, con la chitarra solista di Niccolò Paganini (Romanza), Joaquim Malats (Serenata Espanola), Manuel De Falla (Danza del Molinero) e brani partenopei (Tu ca nun chiagne, Michelemmà e Saltimbanco) questi ultimi nella originale trascrizione del grande Alirio Diaz.

Salvatore Daniele Pidone e Stefania Pistone

La seconda parte della serata vedeva esibire ambedue i concertisti, che si lasciavano coinvolgere dalla varietà di inflessioni testuali del repertorio prescelto, durante il quale l’agile tessitura sopranile ha toccato alti esiti espressivi nei brani di Mauro Giuliani su testo di Metastasio (Ombre amene op.95 n. 1 e Quando sarà quel dì op.95 n. 3), dalla cullante atmosfera bucolica (eseguiti accanto ai Sei lieder op.89 ( I-III-IV), che ha poi lasciato il posto all’agogica spumeggiante di Federico Garcìa Lorca (autore di musica e testi) in Sevillanas del Siglo XVIII, a conclusione di un ciclo di brani, quali Las morillas de Jaen, Los cuatro muleros e La Tarara. L’apprezzato sodalizio proseguiva in chiusura con le Sei cavatine op.39, ancora del suddetto compositore pugliese, e su richiesta della platea prodiga di applausi, si affidava alla ritmica oscillante di Fernando Sor, in un bis tratto dal balletto Cendrillon.

Santy Caruso

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