A A
RSS

“Il silenzio dell’ultima notte” di Pino Caruso a Catania

Ven, Gen 24, 2014

Cultura, Eventi, Primo Piano

Presentata la silloge poetica dell’attore palermitano al Teatro “Coppola”

Pino Caruso è un sorprendente aedo che, pur se etichettato come attore comico, in realtà è un attore tout court, così come dovrebbe essere qualsiasi attore e come lui stesso sottolinea ironicamente nell’insistere sulla comicità, la quale spesso è riferita solo a chi recita: «non c’è il pianista comico»

Il tendere dell’essere verso la comprensione di se stessi, degli altri, dell’anima nascosta ma mai muta attraverso un pensante e costante tentativo di afferrarne i significati essenziali. In un viavai di pensieri sulla disarmante caducità corporale dell’uomo, il poeta svela con candore: scrivo nell’andirivieni del mondo per capire che non sono definitivo, cercando sempre di entrare per portoni chiusi convinto di penetrare non altro che il silenzio che investe il tempo dispettoso e ricattatore.  Questi i temi della silloge poetica Il silenzio dell’ultima notte, edita da Flaccovio.

L’autore, un sorprendente aedo, è Pino Caruso, per lo più etichettato attore comico ma che in realtà è un attore tout court, così come dovrebbe essere qualsiasi attore e come lui stesso sottolinea ironicamente nell’insistere sulla comicità, la quale  spesso è riferita solo a chi recita («non c’è il pianista comico»). Può quindi sembrare assolutamente distante il mondo della poesia da quello della comicità, se non si pensa che entrambi hanno a che fare in maniera indissolubile con l’interiorità della sfera emozionale, quanto di più umano ed istintuale l’uomo possieda. Poesia e comicità hanno inoltre un loro ritmo che le avvicina ulteriormente. Basta ricordare che «chi non sa ridere, non è una persona seria», per dirla con lo stesso Caruso. L’accorciarsi delle distanze e differenze tra arti si è mostrato pienamente durante la presentazione della raccolta poetica, il 19 gennaio, al teatro “Coppola” di Catania, il “teatro dei cittadini”, come viene chiamato, perché occupato e ridonato alla vita dopo l’abbandono. L’evento è stato organizzato nell’ambito della Rassegna Culturale “In cerca d’Autore” del periodicol’Alba che ha regalato un’intensa mattina ai partecipanti.

Hanno discusso con Pino Caruso, il direttore de l’Alba, prof. Pino Pesce, il prof. Mario Tropea, docente di Letteratura italiana all’Università degli Studi Catania, la prof.ssa Norma Viscusi, insegnante d’inglese e pianista che ha vivacemente coordinato l’incontro titolato “Aperitivo con poesia”, data la particolare ora: le 12:00. Ha introdotto la presentazione Nino Romeo, occupante, sottolineando la singolarità del teatro “Coppola” «occupato dai cittadini e liberato dall’incuria», dove ogni realizzazione avviene per prerogativa orizzontale. Si può quindi dire che in questa orizzontalità s’inserisce la poesia di un attore  che con lucidità estrema chiede lumi sull’ultima notte della quale nulla si sa, a parte il silenzio, complice una cosmica omertà esistenziale, come Caruso sottolinea in linea con quel possibile parallelismo fra poesia e senso dell’umorismo. L’ultima notte, che può essere qualunque, rappresenta, come afferma Norma Viscusi, «la gettatezza dell’uomo» nel mondo. Libero di dare il meglio di sé, condannato a diventare ciò che vuole, e heideggerianamente (ma anche sartrianamente – come poi sottolinea il direttore de l’Alba), catapultato nel mondo, senza causa e senza effetto, incapace di spiegare l’esistenza che lo precede, ma con la facoltà di scelta per organizzarla. Il divieto al sapere viene versificato con «ironia pungente, non dolorosa, ma fluida».  Una silloge intensa, come sottolinea Pino Pesce, di un Caruso fine cantore, «poeta dell’esistenza sospesa», il quale, nel suo diuturno incedere per la vita, «scava nell’interiorità, attraverso il paesaggio (dell’anima) che è il pretesto per capire l’essere». Ad esso si accompagna, come un abbraccio inevitabile, la ricerca di Dio (come se non fosse/ una vergogna/ di Dio/ aver lasciato/ a sé/ tutta la conoscenza) in cerchio infinito e perpetuo di «amore/odio», «rispetto/timore» in una poesia che è «ermetica e decadentista» al contempo, ma dove la verità non è a portata del poeta  che non è né conoscitore del simbolo né vate, a differenza di Rimbaud o D’Annunzio, ma ricercatore del sé e di un umano sentire  notturno, con l’unica certezza di essere uno come nessuno. Al concetto pirandelliano fa riferimento Mario Tropea nell’identificare Caruso come «poeta ironico» e, citando Brancati, ne affresca un poeta e intellettuale «della porta orientale e della porta occidentale» della Sicilia, un poeta che abbraccia con «quel tanto di genio greco» una poesia intrisa del respiro del mare, di quell’universo che se sale sprofonda, di luna e di lucertole che vivifica l’ideale, medita sull’esistenza, senza trascurare l’attuale con la tecnologia imprescindibile. 

All’importanza delle riflessioni espresse dai relatori, Pino Caruso risponde con un’impennata di ironia, con quella «comicità » che non va confusa con il ridicolo, come spesso avviene nel nostro paese, perché affiancata alla poesia,  a quel genere «serio», il quale non va scambiato con il «funereo». Dimostrando quanto l’argomentare poetico possa diventare aforisma pungente con il sorriso; aprire il cosmo degli sconquassi dell’esistenza, della quale sappiamo soltanto, per usare quell’umorismo arguto vicino a Pino Caruso, «senza volerne per forza dire male ma dall’esistenza non se ne esce vivi».

M. Gabriella Puglisi

M.Gabriella Puglisi

Dottore di ricerca in “Modelli di Formazione. Analisi Teorica e comparazione”. Laureata in Scienze politiche ha collaborato con diverse testate locali. Ama la lettura, la musica e il balletto; la notte e il mare. Non le piace la mancanza di autocritica.

Lascia un commento

agata rizzo alba Anna Rita Fontana arte bellini belpasso biancavilla cannizzaro carlo caputo carmelo ciccia catania cinema collura Coro lirico siciliano daniela schillaci danilo festa discarica motta film giuseppe cantavenere iti cannizzaro l'alba l'Alba ArteCulturaSocietà l'alba periodico laura cavallaro laura timpanaro libro mario incudine matteo collura misterbianco mostra motta sant'anastasia nino di guardo no discarica norma viscusi paternò patrona pdf pino pesce rosa balistreri scuola SI.RO spettacolo taormina teatro Teatro Massimo Bellini di Catania

Bacheca Periodico – Ultime Edizioni