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“L’Amante Burlato” di Paolo Altieri al Teatro Sangiorgi di Catania

lun, Giu 12, 2017

Primo Piano, Spettacolo, Teatro

L’Intermezzo trae spunto dall’opera “La Belarina” di Goldoni

Il recupero dell’Intermezzo tardo-settecentesco di Paolo Altieri (1746-1820), insieme alla interessante edizione critica compiuta da Salvatore Carchiolo, dopo uno scrupoloso studio filologico, ha contribuito a dare lustro all’istituzione musicale catanese. Carchiolo nella duplice veste di Direttore artistico e di Direttore d’orchestra è stato coadiuvato da Giovanni Grasso che ha in modo sapiente portato a termine la regia e l’adattamento. La kermesse si è svolta al Teatro Sangiorgi di Catania, il secondo teatro della città, su iniziativa dell’Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania diretto da Carmelo Giudice e con la collaborazione del Teatro Massimo Bellini.

Il compositore Paolo Altieri ne L’Amante Burlato trae spunto dall’opera La Belarina di Goldoni, intermezzo per musica rappresentato per la prima volta a Feltre nel 1730 e il personaggio femminile dal quale prende il nome l’opera goldoniana è quello di Pelarina, musica  principiante (La Cantatrice).

L’amante burlato, il personaggio maschile che invece dà il titolo all’Intermezzo di Altieri, è l’ingenuo Tascadoro che dalle figure femminili viene pelato ovvero derubato; quest’ultimo è stato interpretato con successo da Graziano D’Urso. La scena si svolge a Venezia e l’intermezzo in due parti si apre con un terzetto in cui Tascadoro mostra il suo trasporto per la protagonista Belarina. Anche Volpiciona (Claudia Ceraulo), entra in scena nel medesimo terzetto e sin dall’inizio incita la figlia a sacrificare i buoni sentimenti, che Belarina nutre nei confronti del Conte Florindo (Ausilia Arrigo), in luogo di ricchezze e di uno status agiato.

Pelarina, è invece Margherita Aiello, che ha colpito il pubblico per la vocalità morbida, una grande estensione vocale e una spiccata espressività.

Buone le prove vocali e sceniche di tutti e quattro gli interpreti che si sono contraddistinti anche per un atteggiamento scenico disinvolto e stilisticamente adeguato all’epoca in cui l’Intermezzo è ambientato.

Encomiabile è stata l’esecuzione dei musicisti dell’Orchestra Barocca tra cui: i docenti Salvatore Carchiolo (Direttore dell’orchestra) la prof.ssa Carla Marotta (Maestro di concerto), il prof. Maurizio Salemi e gli studenti Pietro Piricone, Germana Caniglia, Giulia Lo Piano, Andrea Platania, Giorgia Reitano, Martina Scarpuzza, Alessio Correnti, Irina ViktarousKaya, Marianna Musumeci, David Fidone, violoncellista, Francesco Musumeci, Piero Leone, Luciana Danieli, Janeal Tatum, Gianluca Lucenti, Antonio Mauceri, Ignazio Coco, Gabriele Denaro, Giulia Russo (pianista collaboratore). Degne di nota le contestuali acconciature e le parruche create da Alfredo Danese nonché i costumi di Rosy Bellomia che hanno riscosso un lodevole apprezzamento. L’adattamento di Paolo Altieri conserva molte caratteristiche dell’intermezzo goldoniano, fatta eccezione per l’inserimento di un nuovo personaggio, il conte Florindo, e la strutturazione in  due  parti di contro alle tre parti della Pelarina di Goldoni. Si può certamente riconoscere che gli interpreti con passione e determinazione sono riusciti a coinvolgere e a convincere pienamente il pubblico alla maniera goldoniana riportando verità sulla scena e mettendo in atto una finzione “naturale”, così come affermava lo stesso Goldoni con riferimento ai cantanti-attori: «questi stan solo facendo il loro lavoro, tolta la maschera, finito il personaggio, vi han ingannati tutti per quanto son bravi».

Santy Caruso

 

 

 

 

 

 

 

 

Santy Caruso

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