A A
RSS

La rondine di Puccini al Massimo “Bellini” di Catania

Mer, Gen 31, 2018

Spettacolo, Teatro

Opera straordinaria per 100 anni fuori dalla meritata attenzione!

Il Maestro Gianluigi Gelmetti, qui anche regista, ha saputo innalzare La rondine ad alte vette. Non opera protofemminista ma, con buona ragione del direttore-regista, «Musica e dramma si sposano […] alla perfezione».                                                                                                                            La poesia non ancella della musica, ma Signora alla pari!

Non si spiega la poca fortuna de La rondine di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Adami; poco seguita dal pubblico, non ben accolta dalla critica per cento anni.

L’ho seguita, poche sere fa, al Teatro Massimo “Bellini” di Catania e l’ho trovata un’opera stupenda, fra le corone di Puccini, che la bacchetta di Gianluigi Gelmetti e la sua capacità di lettura, anche nella veste di regista, hanno saputo innalzare ad alte vette per come, del resto, l’opera merita.

D’altronde lo stesso Autore aveva tarpato le ali alla sua creatura, definendola “solenne porcata”. Lo aveva detto perché disturbato ed inquietato dalle lingue malefiche; nel profondo, nutriva però un vero e proprio culto verso quest’opera straordinaria che, meglio delle altre sue più fortunate, risponde alla sua indole musicale e drammaturgica.

La storia, costruita nella Parigi del Secondo Impero, viene qui, in una Belle Époque sfocata, ambientata negli anni della prima guerra mondiale. Al centro una mantenuta che abbandona un’esistenza agiata per un giovane  occitanico che vuole sposarla e vivere con lei in provincia. L’idea affascina la donna, ma poi, avverandosi la profezia del poeta Prunier (come la rondine/ migrerete oltre il mare), decide di ritornare alla vita di prima.

L’opera non ha un trasporto immediato, la melodia s’insinua lentamente a gocce segrete. Ti accorgi dopo che ti ha avvinto, vincolato e, a volte, anche conquistato. L’ho avvisato, all’improvviso, nell’aria “Bevo al tuo fresco sorriso”, melodia di forte intesa fra parole e musica che il tenore Danilo Formaggia (Ruggero) e il soprano Cristiana Oliveira (Magda), del 2° cast, hanno graziosamente interpretato fino ad incrociarsi armonicamente con la coppia (sempre tenore-soprano) Francesco Castoro e Ivana Speranza (Lisette) e ad allargarsi alla corale della folla del Bullier. E’ un gioioso brindisi che richiamerebbe quello de La traviata, ma differente è il modo di interpretare la vita fugace: in Verdi-Piave c’è l’esaltazione dell’amore e della vita in sé senza connotazioni limitative: Libiamo, libiamo ne’ lieti calici,/ che la bellezza infiora;/ e la fuggevol ora/ s’inebrii a voluttà. In Puccini-Adami è l’amore sentimentale che viene dal cuore: Magda: Il mio cuore è conquiso!/ Ruggero: T’ho donato il mio cuore,/ o mio tenero, dolce mio amore!/ Custodisci gelosa il mio dono perché viva sempre in te!

La forza di questo amore sta proprio nel fatto che nasca in un luogo della Parigi libertina, livellato da un’umanità varia e gaudente: grisettes, studenti, nobili e popolani in tutte le loro sfumature. Ma La traviata, eccetto nel tragico finale, è tutta ripercorsa: «da cima a fondo», come bene puntualizza Virgilio Bernardoni. C’è infatti ne La rondine una presa di coscienza che non rende Magda un’eroina vinta come Violetta, ma una donna che sa reagire e decidere. Non penso però si possa parlare di protofemminismo, verso cui, nella sospensione di un preciso giudizio, propenderebbe Gelmetti. La coscienza di ciò che è stata, dell’impurità, rendono, nel terzo atto, la protagonista pucciniana un’esclusa del nuovo mondo: No! Non devo ingannarti […] Il mio passato non si può scordare…/ Nella tua casa io non posso entrare […] Sono venuta a te contaminata! […] Trionfando sono passata/ tra la vergogna e l’oro!

Troverei più appropriato l’influsso del Verismo patologico e penserei a Giacinta di Luigi Capuana e, nel parallelo differenziato, all’espiazione della colpa in Magda: Pensa (dice a Ruggero) che il sacrificio/ che compio in questo istante/ io lo compio per te. Giacinta però, nel risultato finale, è una vinta, come la Violetta di Verdi e tutte le altre eroine pucciniane travolte da un terribile destino. La protagonista della Rondine invece non soccombe e, nel dolore, forte, rivolgendosi all’amato, pronuncia le sue ultime parole accorate: Quando sarai guarito, te ne ricorderai…/ Tu ritorni alla casa tua serena…/ Io riprendo il mio volo e la mia pena… Quindi il ritorno, pur nella sofferenza, alla vita mondana precedente, magari a Rambaldo, l’uomo ricco che l’aveva mantenuta.

Nel finale, come in tutto il terzo atto, specie nella lettura della lettera della madre di Ruggero da parte di Magda, c’è «il momento più bello, devastante, emozionante dell’opera», ma lo trovo in un’ottica opposta a quella di Gelmetti; Magda rinuncia alla nuova vita perché non si reputa degna di un amore puro e di essere accolta in un focolare di ideali e virtù sublimi: Il mio passato non si può scordare…/ Nella tua casa io non posso entrare! […] Sono venuta a te contaminata! E qui, come in tutto l’atto finale, con buona ragione del Maestro Gelmetti, «Musica e dramma si sposano […] alla perfezione».

Mi auguro che il pensiero di merito il direttore-regista l’abbia rivolto anche a Giuseppe Adami perché, specie in quest’opera, la poesia non è affatto ancella della musica ma Signora alla pari!

***

Personaggi e interpreti: Magda: Patrizia Ciofi /Cristiana Oliveira; Ruggero: Giuseppe Filianoti / Danilo Formaggia; Lisette: Angela Nisi / Ivanna Speranza; Prunier: Andrea Giovannini / Francesco Castoro; Rambaldo: Marco Frusoni; Yvette: Ivanna Speranza / Sofia Folli; Bianca: Katarzyna Medlarska; Suzy: Pilar Tejero; Gobin: Jesus Piñeiro; Périchaud: Giuseppe Toia; Crébillon: Salvo Di Salvo; Un maggiordomo: Salvo Di Salvo; Un cantore: Pilar Tejero.

Orchestra e Coro del Teatro Massimo Bellini; maestro concertatore: Gianluigi Gelmetti; direttore (19, 20, 23, 24 gennaio): Leonardo Catalanotto); maestro del coro: Gea Garatti Ansini; scene e costumi: Pasquale Grossi; regista collaboratore: Eleonora Paterniti.

Pino Pesce

(foto di Giacomo Orlando)

Già docente di Materie Letterarie negli Istituti Superiori di II grado, si occupa di iniziative che promuovono l’arte e la cultura e/o che riguardano tematiche di forte valenza sociale. Si è anche occupato della divulgazione attraverso giornali vari del folclore, della tradizione e della storia della Sicilia e in particolare di Motta, di cui (come Assessore alla Cultura pro tempore) ha realizzato il volumetto Motta Sant’Anastasia, Guida alla città (Le Nove Muse Editrice,1999).
Dal 1995 al 2000, si è attivamente impegnato nel Rione “Panzera” del paese natale (rinomato in Italia e all’Estero per il gruppo degli Sbandieratori, pluricampioni d’Italia), di cui è stato Presidente dell’Associazione Culturale dall’aprile del 1995 all’aprile del 1998.
Nel 1997 (in occasione della “Festa Grande” in onore della Patrona Anastasia) ha scritto Trapasso di Sant’Anastasia, una sacra rappresentazione negli anni riproposta anche in occasione delle “Feste Medievali”, interpretata e diretta anche da nomi nazionali. Dal 2014 si è dedicato al teatro con interessanti e coinvolgenti rielaborazioni teatrali di cui ne ha curato anche la regia che hanno riscosso un rilevante successo, come “L’uomo dal fiore in bocca” di Luigi Pirandello e “Rosa Balistreri – A memoria di una Voce”.
Ha curato la presentazione di autori del mondo dell’Arte e della Letteratura e di video documentari a sfondo culturale e sociale, curandone il testo e la regia, che gli hanno procurato (avendoli proposti per le Scuole Medie Superiori) riconoscimenti anche dal Ministero della Pubblica Istruzione.
il professore, collaboratore di quotate riviste culturali: Biologia Culturale, diretta da Gino Raya (uno dei maggiori filosofi e letterati del Novecento, ricordato di recente dal Corriere della sera, dove Pesce veniva annoverato fra i suoi discepoli) ) e Netum, diretta da Biagio Jacono, ha negli ultimi anni, diretto La Svolta, periodico d’informazione e di cultura, e l’Alba, mensile cartaceo d’arte cultura e società, attualmente giornale on line.

Facebook 

Tags: , , , , , ,

Lascia un commento

agata rizzo alba Anna Rita Fontana arte bellini belpasso biancavilla cannizzaro carlo caputo carmelo ciccia catania cinema collura Coro lirico siciliano daniela schillaci danilo festa discarica motta film giuseppe cantavenere iti cannizzaro l'alba l'Alba ArteCulturaSocietà l'alba periodico laura cavallaro laura timpanaro libro mario incudine matteo collura misterbianco mostra motta sant'anastasia nino di guardo no discarica norma viscusi paternò patrona pdf pino pesce rosa balistreri scuola SI.RO spettacolo taormina teatro Teatro Massimo Bellini di Catania

Bacheca Periodico – Ultime Edizioni